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Chi è il Narcisista?

Il narcisista è un uomo o una donna che porta nel cuore una ferita molto profonda che risale all’infanzia.

Tutti prima o poi abbiamo subito traumi, più o meno grandi, che hanno lasciato un segno già dalla tenera età. Qualcosa che ha provocato un importante dolore. Nel narcisista la sofferenza, che non riesce ad ammettere se non tramite un percorso specialistico, è quello di non essersi mai sentito amato, in primis dalla famiglia di origine.

Ci sono alcune situazioni generali che collegano la maggior parte delle persone che hanno un “Disturbo Narcisistico di Personalità” (DNP), quali per esempio esser cresciuti in una famiglia in cui i genitori avevano alte aspettative, usavano punizioni anche fisiche e ricatti emotivi come metodo educativo sui figli, dove il bambino o la bambina si sentiva di non riuscire mai a soddisfare pienamente le loro richieste.

Il narcisista, in età adulta, con una forte dose di autostima ed ego, cerca continuamente, in modo ossessivo, un riconoscimento della sua importanza, del suo ruolo sociale ed economico, di quelli che sente essere suoi talenti. E’ spesso ipercritico nei confronti degli altri e anche verso se stesso. E autoritario.

Nelle relazioni pretende continuamente e costantemente un livello di attenzione nei suoi confronti smisurato, senza criteri equi. E il suo metro di paragone cambia ripetutamente, non permettendo così mai al partner, per quanto amore cerchi di dimostrargli / le, di trovare armonia nella coppia.

Può fare spesso regali e gesti importanti e dopo un breve periodo di tempo diventare però freddo e distaccato. Questa alternanza è data proprio da questo disturbo interiore e profondo, che di fatto non gli permette mai di trovare pace e serenità.

E’ alla costante e infinita ricerca di qualcosa, di qualcuno che soddisfi e compiaccia questo suo vuoto interiore, questa sua sofferenza che per protezione non porta mai alla luce, ma di cui percepisce la presenza, come un’ombra che non svanisce mai.

L’aspetto più triste che si vede in questi soggetti è che pensano nella loro testa, con convinzione, di essere indipendenti, auto sufficienti, talentuosi, ma le trappole che si sono costruiti per non aver mai potuto veramente esprimere quel dolore così forte che ha fatto loro chiudere il cuore sin da bambini, sono troppe per garantire loro una libertà vera, quale sia in fondo la massima espressione personale umana.

Perché per essere veramente liberi bisogna amarsi e amare, e soprattutto riconoscere che le persone che ti stanno accanto non lavorano contro di te o per limitarti.

Bensì sono nella tua vita per alleggerirti quel peso, per farti vedere nuove prospettive, per confrontarsi, per distogliere quel processo logico-razionale che confinerebbe una intera esistenza in una scatola. E la scatola, possa essere anche la più bella e decorata di questo mondo, è e sarà sempre una scatola.

Ma la maggior parte, se non tutti, di chi soffre di narcisismo patologico, si collegano alla immagine mitologica del Narciso, che fu punito dagli dei per la sua freddezza e insensibilità. Ammirando la sua immagine riflessa nell’acqua, dimenticandosi di bere e mangiare, alla fine morì.

Tante interpretazioni vennero date sull’immagine del Narciso. Ma una cosa è chiara e lampante: cercava l’Amore, come ogni creatura di questo mondo, non riuscendo mai a cogliere la bellezza negli altri o in ciò che lo circondava.

Sfortunata la sua sorte.