COME MAI SI CREANO SEMPRE PIU’ MURI NEI RAPPORTI AMOROSI?

Foto da www.thoughtcatalog.com

Siamo ormai tutti abbastanza coscienti che forse una delle sfide più grandi che abbiamo nella vita sia la relazione amorosa.

Le persone più anziane spesso dicono “ci si sopporta poco”, “ormai va di moda separarsi” o altre frasi che sembrano molto giudicanti, ma se ci fermiamo ad ascoltarle, portano dei messaggi.

La verità sta sempre nel mezzo.

E’ chiaro che nel mondo d’oggi, fortunatamente, ci si possa “lasciare” più facilmente rispetto al passato e che questa sia una possibilità che possa essere sicuramente la soluzione per tanti rapporti non sani.

D’altra parte, si assiste sempre di più ad un irrigidimento tra la figura femminile e quella maschile e una sorta di mancanza di comunicabilità e ascolto reciproco.

E la cosa pazzesca è che mentre si investe sempre più nel “materiale” (casa, macchina, vestiti, accessori, ecc.) allo stesso tempo si perde quella semplicità tipica della costruzione di un nucleo chiamato “NOI”: pochi diverbi e si arriva ad insultarsi, differenze di idee e ognuno fa quello che vuole; oppure si giunge alla considerazione che si può stare insieme ma con due vite di fatto separate.

E nella velocità quotidiana a cui si è sottoposti, restando sempre “sul pezzo”, e lavorando molto con “logos” (ragione), viene meno anche l’ascolto interno, la rielaborazione, il lasciar fluire quell’onda che è arrivata, come tutte le altre onde che ci attraversano, perché così è la Vita, un continuo movimento!

Si arriva a pensare alla fine, che c’è qualcosa che non va nell’altro. Oppure che non si è mai abbastanza.

Ma è veramente reale tutto ciò? O è un dramma che si rimette in scena per non affrontare le situazioni o per puntiglio?

Come mai non ci si mette per primi in discussione?

L’altra persona spesso non è che il riflesso di come agiamo. E viceversa.

Potremmo cambiare partner come cambiamo un vestito (ormai non è così difficile), ma è questo il segreto per trovare la serenità? Oppure è il modo per continuare a scappare da noi stessi inseguendo l’immagine di una persona ideale che non esiste?

Possiamo fermarci e intraprendere seriamente quella ricerca del nostro senso di Amore, dei nostri limiti e delle nostre mancanze. E ormai ci sono tante vie per poterlo fare (psicoterapia, meditazione, …).

Mettere tutto a nudo fa paura e una volta che apri il vaso può uscire di tutto, anche l’inimmaginabile, ma credetemi, è necessario.

Per non continuare a girare come una trottola, perché ciò alla fine può diventare la più grande frustrazione.

E sui rapporti amorosi, non dico che non si possa trovare la persona “giusta” subito; ciò che intendo dire è che per primi bisogna Essere pronti per una relazione di Amore perché sia definita tale.

Riuscire veramente a investire tutto ciò che si ha e ancora e ancora. Riuscire a alimentare quel fuoco che si è acceso al primo incontro, affinché sia come la fiamma di un bel caminetto. Riuscire a continuare a guardare il proprio o la propria amata con nuovi occhi anche quando gli anni passano. Riuscire a prendere per mano l’altro o l’altra quando ci sono difficoltà, non fargli mai mancare l’affetto, dimostrarlo continuamente.

Si hanno infiniti modi per farlo. Sono sicura che non sia la grandezza o meno del gesto, ma un atto spontaneo, di amore, di compresenza.

E’ importarte “darsi”, donare una parte di sé anche senza sapere quando arriverà un “ritorno”, e mantenere la fiducia che ogni singola goccia è importante nella vastità del mare.

E come disse Gandhi: “Sii il Cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Nutro una profonda speranza che tutti noi possiamo essere delle persone migliori se impariamo ad accettare e ad accettarci, per lo più nelle differenze piuttosto che nelle similitudini.

Con enorme affetto, vi abbraccio 💖

Elena

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